Platone, come ognuno di noi, aveva Desideri e Paure, Sogni ed Incubi, Piaceri e Dolori che affrontava ed esprimeva nel linguaggio del suo tempo MA da lui riadattato in modo UNICO ed EPOCALE.
E trovo incredibile che troppi studiosi si scervellino sulla dottrina di Platone senza tenere conto della Titanica Ovvietà che Platone grida con insistenza praticamente in tutti i suoi scritti: IL BISOGNO DI AMARE E DI SENTIRSI AMATI, ENTRANDO IN AUTENTICO DIALOGO CON GLI ALTRI ESSERI UMANI, come chiave del miglioramento di tutta l’Umanità.
Platone è Studioso delle Idee “solo” nella misura in cui è Uomo d’Amore.
Partendo da questa considerazione metodica, io non ho concentrato granché i miei studi sul Platone “metafisico”, “scienziato”, “critico letterario”, “teorico politico”; li ho concentrati piuttosto su un Platone che riflette con drammatica passione sul SAPER COMUNICARE FRA ESSERI UMANI: un concetto che va molto aldilà della settorializzazione del problema in discipline “autonome” e formalizzate come la Retorica e la stessa Dialettica. Riuscire a condividere le proprie idee e sentimenti coi nostri simili che ci stanno a cuore in modo sincero ed onesto e costruttivo è l’ansia e la speranza che anima e sostiene tutta la sua Ricerca.
Oso dire severamente che qualsiasi studioso non tenga conto di questo spirito che ARDE ogni lettera dei Dialoghi ciò non solo non capirà un cazzo di Platone, ma ne offende persino la memoria e l’intenzione. Chi invece ne tiene conto capirà la VERA ragione per cui Platone, nonostante gli attentati che certi aborti d’accademia e di programmi scolastici gli hanno fatto nel corso della storia, continua a confortarci ed ispirarci da 2500 anni coi suoi… “INCANTESIMI”.